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Centro Modellistico Torinese |
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MSC -2007
Modellisti Statici Canavesani
Courgnè (TO)
32° Stormo CBR « Armando Boetto»
L’attuale vocazione di impiego sul mare del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana trae le sue origini dalla Specialità in cui operavano i reparti che vennero riuniti per costituire uno dei suoi primi due Gruppi, oltre che dalla sua nascita in Sardegna. Il 32° fu infatti creato il 1° dicembre 1936, a Cagliari-Elmas, come Stormo da Bombardamento Terrestre destinato prevalentemente all’impiego antinave dall’isola mediterranea ed era alle dirette dipendenze del Comando Aeronautica della Sardegna . In esso confluirono il 38° Gruppo BT Squadriglie 49’ e 50’ di Ferrara, e il 189° Gruppo BT , da poco riattivato a Forlì col personale di due disciolte Squadriglie Idrovolanti (la 194’ e la 195’); gli aviatori provenienti dall’aviazione marittima formarono le Squadriglie 228’ e 229’.
Il primo aereo in dotazione al 32° Stormo fu il robusto trimotore SIAI SM.81; con queste macchine i due Gruppi si stabilirono ad Elmas nel febbraio 1937, dove già si trovava il Comando di Stormo — primo comandante il col. Silvio Napoli, futuro Capo di Stato Mag-giore AMI — e dove due mesi dopo il reparto ricevette la bandiera di guerra. Subito iniziò un’intensa attività addestrativa, prevalentemente in ambito di cooperazione aeronavale e di navigazione sul mare aperto. Nell’agosto 1937 con il nuovo comandante, il ten. col. pil. Romeo Armellini, alcuni equipaggi parteciparono, distinguendovisi,alle manovre aeree in Sicilia. Nel gennaio successivo 12 aerei del 32° conseguirono brillanti risultati in un’esercitazione di bombardamento contro bersaglio mobile in mare, al largo del Golfo di Napoli. Tra i mesi di aprile e maggio, il 38° Gruppo partecipò alla preparazione ed allo svolgimento dell’ imponente manifestazione aerea in onore di Hitler, conclusa con una esercitazione a fuoco sul poligono di Furbara. Le attività addestrative, comprendenti importanti esercitazioni in cooperazione con le forze navali, proseguirono sino al 1939. Dal luglio ‘38 al luglio ‘39 il 189° Gruppo ebbe sede ad Alghero; a partire dal febbraio 1939 il comando fu assegnato al ten. col. Emanuele Moscone.
All’inizio del 1939 il 32° cominciò la trasformazione su SM.79, proseguendo poi con la nuova macchina l’addestramento operativo. Dal marzo 1940 il comando fu assunto dal col. Luigi Gallo. Nel frattempo lo Stormo era stato unito all’8° per formare la 10’ Brigata Aerea denominata Marte, al comando del gen. Stefano Cagna. Nell’imminenza dell’entrata in guerra, il 3 giugno 1940, si trasferì all’aeroporto di Decimomannu, da dove iniziò le operazioni il giorno successivo alla dichiarazione di guerra, l’11 giugno. La prima azione fu una ricognizione sulla base aeronavale francese di Biserta (Tunisia), dove il giorno seguente venne effettuato un bombardamento con 21 velivoli: venne affondata la nave appoggio «Finisterre», incendiati depositi di carburante, distrutti al suolo due aerei terrestri e tre idrovolanti, senza subire perdite. Nei pochi giorni di guerra con la Francia il 32° effettuò solo una sporadica attività di sorveglianza marittima e contro gli aeroporti della Corsica.
La prima prova impegnativa per lo Stormo fu in occasione della « prima battaglia delle Baleari », avvenuta il 9 luglio. Il comandante della Brigata «Marte», che con una pattuglia di SM.79 effettuava una ricognizione offensiva, avvistò la «Forza H» ,la squadra navale inglese di Gibilterra. 18 bombardieri del 32° Stormo e 22 dell’8° decollarono dalla Sardegna attaccando con decisione la formazione composta della portaerei «Ark Royal», tre navi da battaglia, quattro incrociatori e 17 cacciatorpediniere. Vennero messi a segno alcuni colpi sulla portaerei, provocando tra l’altro la distruzione di 7 aerei da caccia e sulla corazzata «Hood», che al momento era la più grande nave da guerra del mondo. Quest’ultima fu addirittura riportata in Inghilterra perché le attrezzature della rocca di Gibilterra non erano sufficienti a ripararne i gravi danni subiti. Furono colpiti anche tre cacciatorpediniere, uno dei quali affonderà più tardi. Il 32° subì la perdita di due soli aerei, ma soprattutto costrinse la squadra britannica ad invertire la rotta abbandonando la propria missione per rifugiarsi a Gibilterra. I brillanti risultati di questo esordio nella lotta aeronavale valsero alla bandiera del 32° Stormo ed a quella dell’8° il conferimento della Medaglia d’Argento al V.M.
Un secondo attacco alla « Forza H » fu portato il 10 agosto, sempre al largo delle Baleari, dalla Brigata «Marte»: vi presero parte 9 trimotori del 32° Stormo e 8 dell’8°. La formazione avversaria contava due portaerei, tre navi da battaglia, quattro incrociatori e 6 caccia; furono colpite una portaerei ed una corazzata, ma a caro prezzo: venne abbattuto l’aereo del gen. Cagna che, come sempre, guidava l’azione della Brigata. Per tutto l’autunno del primo anno di guerra e sino all’autunno 1941 il 32° Stormo operò intensamente contro la flotta inglese. Ricordiamo ad esempio l’azione del 9 novembre 1940, quando gli «Sparvieri» del reparto attaccarono le navi britanniche a nord di Cap de Fer, proseguendo nell’azione anche dopo essere stati impegnati dai caccia avversari (una trentina), che danneggiarono 18 dei 19 aerei italiani, provocando 5 morti e 9 feriti, compresi i danni inferti dalla contraerea. Nonostante tutto questo riuscirono a danneggiare una portaerei ed un incrociatore. Un altro caso degno di essere ricordato è l’attacco portato il 9 gennaio ‘41 ad un convoglio fortemente scortato, al largo della costa africana; due SM.79 furono perduti, ma la «Malaya» ed un cacciatorpediniere subirono danni. Vana, per il mal- tempo, la partecipazione alla ricerca della squadra navale britannica che bombardò Genova il 9 febbraio; altri attacchi decisi furono invece quelli effettuati in primavera. L’8 maggio gli «Sparvieri» attaccarono il convoglio TIGER composto da 10 piroscafi pesantemente scortati dalla portaerei "ARK ROYAL“, dalla corazzata "QUEEN ELIZABETH" e da diversi incrociatori e cacciatorpediniere.
Durante
tale attacco fu abbattuto dal fuoco delle navi un SM.79: quello
del comandante della 49à Sq.,
capitano Armando Boetto, alla cui memoria venne conferita la
Medaglia d’Oro al V.M. e, tanti anni dopo, intitolato lo
Stormo. Il 10 Stormo tornava sulle navi inglesi con 15 aerei
con probabili danni a due incrociatori. A luglio l’uscita
della squadra di Gibilterra per la scorta ad un importante convoglio
provocava l’intervento del 32° Stormo, che il 23 attaccava
con 10 aerei, danneggiando una corazzata ed una portaerei contro la
perdita di un aereo. Il 25 dello stesso mese tutti gli otto
bombardieri che prendevano parte alla missione venivano danneggiati
dai caccia decollati dalla portaerei e uno fu anche abbattuto; al
motorista Rolando Ricci, caduto in azione dopo aver contribuito
all’abbattimento di un caccia avversario, venne concessa la M.
d’O. al V.M. alla memoria. Questo primo ciclo operativo del 32°
Stormo si concluse nel settembre 1941, dopo 17 azioni di
bombardamento e 241 di ricognizione offensiva per un totale di 1.790
ore di volo bellico. Un encomio solenne pubblicato sul F.O. del 27
settembre riconosce il valore degli equipaggi duramente impegnati in
15 mesi di dura attività operativa. Lo Stormo fu trasferito a
Bologna Borgo Panigale per un periodo di riposo e per riorganizzarsi
dopo la decimazione subita in uomini e velivoli; nello stesso tempo
ne venne decisa la trasformazione in reparto autosilurante ed il
riequipaggiamento sul successore dello « Sparviero », lo
SM.84.
La trasformazione in reparto
aerosiluranti avvenne ufficialmente il 1° maggio 1942. Alcuni
giorni dopo il 32° Stormo fu trasferito a Gioia del Colle e solo
tre mesi dopo a Villacidro, in Sardegna, per prendere parte alla
battaglia di mezz’agosto. Il 38° Gruppo venne dotato di
motobombe, ordigni frenati da un paracadute nella loro discesa, che,
al contatto con l’acqua, azionavano automaticamente un ‘elica
che consentiva loro di percorrere una traiettoria circolare di una
decina di chilometri. L’SM-84 non si rilevò un buon
velivolo, certamente non adatto all’impiego come aerosilurante
e venne utilizzato in numerosi occasioni come bombardiere. Poiché
questa specialità richiedeva una tattica totalmente diversa,
gli uomini del 32° Stormo furono addestrati ad entrambi i tipi di
missione.
Dopo una breve parentesi a Gioia del Colle, il 32° Stormo si rischierò a Milis ed Alghero nel novembre del 1942 per fronteggiare l’avanzata degli alleati appena sbarcati in Algeria. Il 10 gennaio 1943 il 32° Stormo veniva inviato a Lecce con il 38° Gruppo, mentre l’89° divenne autonomo e rimase in Sardegna; in cambio gli fu assegnato il 43° Gruppo (3a e 5a Squadriglia). Nonostante fosse destinato a ridiventare Stormo da Bombardamento Terrestre ed a equipaggiarsi ancora una volta con gli SM-79, il 27 gennaio 1943 lo Stormo venne sciolto ed i suoi Gruppi diventarono autonomi. Il reparto fu ricostituito il 1° settembre 1967 sulla base di Brindisi come 32° Stormo Caccia Bombardieri Ricognitori, equipaggiato con i Fiat G.91R e composto dal 13° Gruppo (76a, 77a e 78a Squadriglia) già operante sull’aeroporto pugliese alle dipendenze del locale Comando Base Aerea. Il 32° Stormo iniziò così il suo sodalizio con il piccolo caccia-bombardiere che impiegò, nel corso degli anni, anche nella versione bimotore:infatti, il 1° agosto 1973, il primo G.91Y giunse a Brindisi ed in poco più di un anno il 13° Gruppo completò la conversione sul nuovo aereo che nel 1975 venne dichiarato combat-ready. Lo YANKEE venne utilizzato a protezione del settore sud-orientale della penisola con particolare riguardo alle operazioni anti-nave. Ad iniziare dal 1993, il 32° Stormo ha subito radicali cambiamenti: radiato il G.91Y, il 1° luglio 1993 il Comando di Stormo si è trasferito sull’aeroporto di Amendola per rimpiazzare la 60’ Brigata Aerea , sciolta nello stesso giorno, nel ruolo dell’addestramento avanzato, continuandone la storia e le tradizioni.
La 60’ Brigata Aerea derivava dal Nucleo Addestramento Velivoli a Reazione, formato ad Amendola nel 1951 per la formazione dei primi piloti di aerei a reazione Vampire e T-33. Nell’ottobre 1953, a causa del numero sempre maggiore di allievi, il Nucleo venne trasfor-mato in Scuole Addestramento Aviogetti che comprendevano, ciascuna con le dimensioni e la struttura di un gruppo, la Scuola Addestramento Tattico e Tiro, la Scuola Centrale Istruttori di Volo e la Scuola Caccia Ogni Tempo. Le tre Scuole fornivano l’addestramento pre-operativo ai piloti già in possesso dell’addestramento basico destinati ai caccia ed ai caccia-bombardieri. Il 30 aprile 1957 i reparti vennero unificati nella Scuola Addestramento Aviogetti, completamente equipaggiata con i Lockheed T-33, formata dal 201° Gruppo (412a 413a e 414a Squadriglia) dal 204° (415a, 416a e 418a Squadriqlia) e dal 205° (419a 420a e 421a Squadriglia, le ultime due in posizione quadro e attivate solo il 15 giugno 1958). La designazione variò ancora il 15 gennaio 1962 quando divenne Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti. Due anni dopo iniziò la conversione sul G.91T ed il 30 settembre 1975 il 205° Gruppo venne sciolto. Nel settembre 1986, seguendo la ristrutturazione di tutti i reparti addestrativi, divenne 60 Brigata Aerea, composta da due Gruppi fino al suo scioglimento.
Fino al 1994 l’attività ad Amendola si rivelò piuttosto anomala. Il 13° e il 201° Gruppo, destinati alla conversione sugli AMX, sebbene ancora senza velivoli, avrebbero formato un Gruppo operativo ed un Gruppo da addestramento avanzato, mentre continuava ad operare il 204° Gruppo con gli ultimi G.91T efficienti. Nel novembre 1994 il 13° e il 201° Gruppo ricevettero i primi velivoli, ma, il 31 luglio 1995, il 201° Gruppo venne posto in posizione quadro e rimpiazzato dal 101° Gruppo (208 211 e 243a Squadriglia, dalle maggiori tradizioni storiche), che era stato sciolto quattro mesi prima insieme all’8 Stormo. Il Gruppo ricevette il suffisso O.C.U. secondo la designazione inglese di Operational Conversion Unit (reparto da addestramento operativo). Il 15 settembre 1995 anche il 204° Gruppo fu messo in posizione quadro ed i suoi G.91T rimasero attivi ancora un paio di settimane alle di pendenze del Comando di Stormo, fino alla radiazione definitiva deI 30 settembre, quando furono ritirati gli ultimi esemplari del piccolo aereo Fiat. Successivamente il 32° Stormo ha completato la transizione del 13° e del 101° Gruppo sul nuovo aereo, utilizzando prevalentemente la versione monoposto il primo e quella biposto il secondo, proprio per il differente compito assegnato.
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