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I Mezzi Militari Italiani
( Parte II )
Home Recensioni Parte I Parte III
Testo e Foto: Giuseppe Iuliano
Segue un ricco aggiornamento sui mezzi militari italiani a cura del Ten. Colonnello Giuseppe Iuliano.
Carro medio serie M4 Sherman
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M4
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Il carro medio M 4 deriva dal precedente M 3 che era considerato quale modello di transizione. Principio ispiratore fu quello di poterne però utilizzare la parte inferiore dello scafo, le sospensioni ed altre componenti meccaniche unitamente all’installazione di un cannone da 75 mm. Il prototipo dell’M 4 fu denominato T 6. La produzione del nuovo carro medio M 4 ebbe inizio nel marzo 1941 da parte di 3 società. Ben presto, con l’evolversi del 2° conflitto, le ditte incaricate della produzione divennero 12 per una produzione mensile di 2.000 carri. I carri costruiti dalle prime 3 società avevano lo scafo fuso e furono denominati M 4A1. Già dall’autunno del 1942, tutte le ditte incaricate della produzione, lavoravano a pieno ritmo tanto da consentire l’entrata in combattimento dell’M 4 nella battaglia di El Alamein con gli inglesi. La serie dei carri M 4 fu quella maggiormente prodotta ed impiegata di tutte quelle in servizio con gli americani, gli inglesi e i loro alleati nel 2° conflitto mondiale. La denominazione Sherman fu introdotta dagli inglesi. Nel periodo compreso tra il 1942 e il 1946, furono prodotti ben 40.000 esemplari (compresi i derivati).L’M 4 entrò in servizio nell’ Esercito Italiano con la denominazione “Sherman”. |
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M4 - A1 |
M4 - A2 |
M4 - A4 M4 - A6 |
| Lanciafiamme | Lanciarazzi
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T6
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| Caratteristiche Tecniche | |
Denominazione |
Medium Tank M4. |
| Equipaggio | 5 (capo carro; pilota; tiratore; porgitore; 2° pilota / mitragliere) |
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Peso a p. c. |
30,168 t. (M4A1) – 31,298 t. (M4A2) – 31,070 t. (M4A3) |
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Dimensioni |
Lunghezza: 5,90 m. – larghezza: 2,616 m. – altezza: 2,743 m. – larghezza cingolo: 0,42 m.; carreggiata: 2,108 m. |
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Armamento |
Cannone da 75 mm. (M3); 2 mitragliatrici Browning calibro 7,62; mitragliatrice Browning calibro 12,7 c.a.; - elevazione: da –10° a + 25° ; brandeggio: 360° ; - munizionamento: 97 da 75 mm; 4750 da 7,62. |
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Protezione |
Da 12 mm minimo - 75 mm. In torre – 50 mm lo scafo. |
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Motore |
In funzione delle varie versioni prodotte. |
| Sospensioni | A molloni verticali. |
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Prestazioni |
Velocità massima su strada: da 38,6 a 46,6 Km/h – velocità massima su terreno vario: da 24 a 32 Km/h - gradino: 0,61 m. – trincea: 2,261 m. – guado: 0,914 m. – autonomia: da 160 a 241 Km (su strada). |
I motori accoppiati e la trasmissione (tipo
Hidra-matic), derivano direttamente da quelli montati sui carri della
serie M 5 perché si erano dimostrati molto efficienti. Non furono
adottate pareti anteriori verticali per aumentare le capacità di
protezione rendendole più sfuggenti. Lo sviluppo di un nuovo carro
leggero deriva anche dalla volontà di disporre di uno scafo standard per
carri, semoventi e mezzi speciali in modo da semplificarne manutenzione e
produzione. Lo scafo poteva essere interamente saldato, fuso o saldato con
prua fusa. A richiesta,il carro poteva essere dotato di una lama
apripista. Le sospensioni erano del tipo a molloni verticali, il motore
era posizionato posteriormente e la trazione era anteriore. Inizialmente
il motore era un Continental R 975 radiale con raffreddamento ad aria ma
la carenza di questo tipo di motori (d’aereo), causò l’adozione di
altri tipi di motori che determinò molte varianti alla serie. Il
cannone da 75 mm era installato in una torretta fusa.
Modelli di serie: M 4: motore Continental R 975 e scafo saldato. Lo scafo era caratterizzato dalla prua divisa in tre parti imbullonate fra loro (soluzione poi abbandonata) e dalla presenza di feritoie per il pilota e il 2° pilota – mitragliere. Inizialmente il cannone da 75 mm era del tipo M34 ma successivamente si passò al modello M34A1. La produzione fu di 6.748 pezzi; M4A1: come il modello precedente ma con scafo fuso. I primi esemplari erano dotati dei carrelli dell’M3, di cannone M2 da 75 mm con contrappeso e di mitragliatrici (2) fisse sulla prua dello scafo. Tali armi, insieme alle relative feritoie, furono eliminate e dopo i primi esemplari, fu montato il cannone M3. Anche la prua fu cambiata con quella unica fusa. La produzione di questo modello fu di 6.281 carri; M4A2: differiva dall’M4 perché dotato di doppio motore General Motors a nafta per sopperire alla carenza di motori della Continental. Fu prodotto in 8.053 pezzi; M4A3: dotato di scafo saldato e di motore a benzina Ford GAA V-8 da 500 Hp. Ne furono prodotti 4.761 esemplari; M4A4: dotato di prua divisa in tre parti imbullonate fra loro. Era dotato di motore Chrysler Multibank WC ottenuto abbinando 5 motori d’automobile che azionavano lo stesso albero (causa penuria di motori specifici). Tale soluzione consentiva uno sviluppo di 370 Hp e una velocità massima di 42 Km/h. Per questo lo scafo fu allungato posteriormente fino a 6,057 m. La produzione fu di 7.499 carri; M4A5: denominazione americana del carro canadese Ram; M4A6: era essenzialmente un M4A4 con motore radiale a nafta Caterpillar RD 1820 da 450 Hp. Era dotato di scafo allungato e di prua unica fusa e saldata al resto dello scafo. Ne furono prodotti solo 75 esemplari. Miglioramenti successivi: Cannone da 76 mm: fu adottato per aumentare la potenza di fuoco ma questo causò la sostituzione della torretta originale con quella del T20/T23 opportunamente modificata; Protezione: a causa della sua relativa protezione erano frequenti incendi dei carri M4 colpiti, per questo furono aggiunte delle piastre supplementari laterali in corrispondenza della riservetta munizioni e dei serbatoi del carburante, più altre piastre sulla fronte dello scafo e a volte sulla torretta; Sospensioni: l’introduzione di nuove armi più pesanti e di altre migliorie, causò l’aumento complessivo del peso del carro incidendo sulla sua mobilità. Per questo fu necessaria l’introduzione di un nuovo cingolo da 58 cm (T80) a guida centrale (anche non di gomma) e lo sviluppo di una nuova sospensione a molloni orizzontali (HVSS) in sostituzione di quelli verticali. Ogni carrello era dotato di 4 ruote e i rulli reggicingolo erano montati direttamente sullo scafo. Per questo, la sostituzione di una ruota non rendeva necessario smontare il relativo carrello.In considerazione della vastissima gamma di modelli di questo tipo di carro (versioni speciali, sminatori, lanciafiamme, lanciarazzi e dell’Esercito inglese), non saranno prese in esame altre configurazioni. Sono inserite solo alcune immagini dei modelli ritenuti particolarmente interessanti. Eventuali informazioni su particolari modelli, qualora disponibili, potranno essere richieste all’indirizzo iulsa@libero.it. |
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Bibliografia
- "Atlante mondiale dei mezzi corazzati", Ermanno Albertelli Editore.
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