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Centro Modellistico Torinese |
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Panzer I "Negrillo"
Autore Modello e Articolo: Ivano Franco
Foto: Ivano Franco

Scala 1:72
Reportage Fotografico
Materiali
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Modello - Model Trans Modellbau |
Storia
Come noto, la Guerra di Spagna (1936-39) fu caratterizzata dall’utilizzo ed il confronto sul campo tra armi e mezzi militari delle potenze che appoggiarono Nazionalisti e Repubblicani, in particolare con materiali della Germania nazista e dell’Italia fascista nel primo campo, e della Russia sovietica nell’altro.
Storicamente valutato, proprio per questo confronto tra le tecnologie militari dell’epoca, preludio alla Seconda Guerra Mondiale, la terra di Spagna vide in questo periodo, tra i vari materiali inviati sul campo, l’utilizzo da parte delle forze falangiste del Caudillo Francisco Franco del tedesco Panzer I Ausf. A e B.
I primi trentadue Pz.Kpfw. I giunsero al porto di Vigo il 17 settembre del 1936 e poco dopo vennero impiegati in battaglia.
Nel 1937 però, vista l’inferiorità di questo carro – nel frattempo ribattezzato “Negrillo” dagli spagnoli – nel confronto con i carri sovietici T26B e delle autoblinde BA 6, più pesanti e meglio armate dei Panzer I, si decise di riarmare il Negrillo con la mitragliatrice antiaerea italiana modificata Breda modello 1935 da 20/65 mm., per la quale era stato preparato un proiettile perforante in grado di attraversare blindature di 40 mm. di spessore.
L’adozione della nuova arma comportò la necessità di sostituire la torretta del Panzer I con una nuova torretta di forma troncopiramidale molto più alta di quella originale.
La cattura da parte nazionalista di numerosi T26B e l’utilizzo di questi risolse in parte il problema di capacità di confronto con i mezzi repubblicani, tanto da far abbandonare la soluzione del riarmo del Negrillo con le Breda da 20 mm., sino a quel momento adottata per soli sei Panzer I.
Costruzione
Il modello in scala 1:72, scovato tra le sempre più numerose “ghiotterie” dell’amico Mr.Panzer – al secolo Carlo Ricardi – è un kit in resina prodotto dalla Model Trans Modellbau di Essen, Germania.
Si tratta di un piccolo gioiellino che ho praticamente montato da scatola; unica modifica ha riguardato la Breda che ho dovuto ricostruire in quanto la stampata originale, data l’esiguità del diametro (0.8 mm), risultava irrimediabilmente piegata. La canna, recuperata la parte della culatta di base, è stata riprodotta con un tondino evergreen alla cui punta ho aggiunto un pezzettino di ago da siringa per simularne la caratteristica bocca da fuoco della mitragliatrice italiana da 20 mm. Il tutto è stato completato con il mirino, riprodotto con un pezzettino di sprue stirato a caldo.
Concluso il montaggio con alcune stuccature che hanno riguardato le poche – ma pur presenti – bolle di stampa, sono passato alla fase della colorazione.
Stimolato da una foto, ho pensato di ambientare il mezzo tra il bordo di un campo di ulivi (l’ulivo è un accessorio Krea) ed una stradina di campagna “presidiata” da una edicola rustica con madonnina, a ricordare come la religione, almeno a livello di propaganda, abbia giocato un ruolo assai rilevante nell’ambito della Guerra Civile spagnola.
Colorazione
Avvalendomi dell’aerografo, ho steso su tutto il mezzo più mani velate di grigio panzer Life Color UA073; ho quindi effettuato un lieve passaggio di buff della Tamia nella parte inferiore dello scafo e sul treno di rotolamento, per simulare un primo impolveramento.
Ho quindi riprodotto alcuni segni distintivi del carro, dipinti a pennello: i due rettangoli laterali bianchi con croci nere; ancora il bianco con croce nera per il riconoscimento aereo, sul cielo di torretta; la bandiera spagnola sulla parte anteriore al mezzo ed un piccolo segno distintivo sul parafango anteriore destro.
Ancora a pennello, sono passato alla realizzazione di strisce mimetiche giallo sabbia (L.C. UA081) che rompevano il grigio di base della mimetica del carro.
E’stata quindi la volta dei lavaggi: un primo, generale, con del terra d’ombra bruciata ad olio, molto diluito, per uniformare le fasi precedenti della colorazione, ed un secondo, selettivo, con del seppia, volto ad ombreggiare i recessi del mezzo. Quando il tutto è stato ben asciutto, sono passato ad un lieve dry-brush con del grigio molto chiaro, volto a “tirare fuori” spigoli e particolari. Da ultimi ho dipinto pale, crich, canna e cingoli.