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 "Batmobile
1966"
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Questa è la prima mitica
Batmobile, che altro non era che il prototipo della Lincoln Futura
disegnata da William M. Schmidt, Capo del Lincoln Styling
Department, e presentata a Gennaio del 1955 al Salone di
Chicago. Dopo dieci anni venne "ristrutturata" e
divenne la macchina del "Dynamic Duo". Il modello è
in scala 1/18 ed è realizzato interamente in carta! La
finitura lucida è vernice trasparente da decupage.
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 Ansaldo
SPA AB41
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Quando, nel 1939, il Duce venne
a Torino per inaugurare i nuovi impianti della FIAT a Mirafiori,
il più grande complesso industriale automobilistico
dell'Europa, si trovò, nascosta sotto un telone, questa
sorpresa del Senatore Agnelli. Una autoblindo rivoluzionaria,
modernissima, e... purtroppo... costosissima per le italiche
tasche svuotate dalla avventura Imperiale! Il modello è
il classico Italeri in 1/35 montato da scatola, la livrea è
uno schema particolare fatto da due griglie sovrapposte di marrone
e verde scuro sulla base in giallo sabbia.
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 Uboat
VIIC
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Il vecchio Revell in 1/144, con
un po' di cura e qualche dettaglio aggiunto, restituisce un bel
modello che riprende fedelmente le linee del più famoso
sommergibile di tutti i tempi, al punto che dire sommergibile e
dire U-boat in lingua inglese è la stessa cosa. La
classe oceanica VII C fu' quella di maggior impiego e la sua
sagoma è inconfondibilmente legata all'idea stessa di
sommergibile militare. Il terrore della minaccia dei "Branchi
di Lupi" ai convogli alleati fu' ben più grande del
danno reale, ed immense risorse vennero investite per potenziare i
sistemi antisommergibile, dai sonar, alle bombe di profondità,
agli aerei da pattuglia, al naviglio di scorta. In realtà
il 95% delle navi che salparono arrivarono indenni al porto di
destinazione, ma questo non consola chi era imbarcato su quel 5%
che finì in fondo all'Oceano Atlantico. Il risultato
finale fu che dei 1153 U-boat che vennero varati ne andarono
perduti in mare ben 743 ed Il tasso di mortalità del 70%
fa' dell'arma subacqua quella che ha pagato il più alto
contributo di vite alla follia della guerra.
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 SpeederBike
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Per me che viaggio a due ruote
da quaranta anni la scena dell'inseguimento nella foresta di
sequoie della Luna Boscosa di Endor è stata e continua ad
essere una esperienza emozionante. Quindi di rigore costruire
il modello della mitica Spider Bike delle Truppe Imperiali. Tra
l'altro, a livello puramente ingegneristico, il veicolo è
credibile e realizzabile, propulsione e sostentamento a parte. Ma
basta un congegno antigravitazionale ed un propulsore ad
antimateria... che ci vo'?
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 lancia
3Ro
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Il motivo per cui mi sono
impelagato nell'ardua impresa di montare i 130 pezzettini di
resina stupendamente stampata di questo modello con solo un foglio
di istruzioni un po' approssimativo di guida è il fatto che
questo veicolo è stato guidato da mio zio nel 1943 quando
era in servizio all'autosezione di Alessandria. Il modello è
stupendo, non per nulla questa realizzazione della Mars in scala
1/72 è stata nominata Best Model Kit nel 2004. Peccato
non potervi mostrare il dettaglio della cabina di guida o del vano
motore, ma una volta chiusi le loro meraviglie restano
all'interno!
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 P47
Thunderbolt
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la scala 1/72 è una
scala davvero piccola e anche se il veicolo reale ha dimensioni
notevoli (il P 47 era uno dei più grossi e pesanti caccia
della Seconda Guerra Mondiale) riprodotto in questa scala resta
pur sempre "piccolo". Questo aereo è stato il
mulo da soma dell'aviazione americana. Prodotto in 15686
esemplari, ha fatto di tutto, scorte a formazioni di bombardieri,
attacchi al suolo, caccia libera e bombardamento. Il suo motore
Pratt & Whitney R-2800 a 18 cilindri a doppia stella erogava
2000 Hp. Era dotato di una delle prime applicazioni di
sovralimentazione mediante turbocompressore azionato dai gas di
scarico (gli altri aerei avevano compressori volumentrici azionati
meccanicamente). Pesava ben 4500 Kg e poteva portare oltre al
carburante e munizioni una tonellata di armamento. Quello che
vedete ha due complessi lanciarazzi trinati M-8 da 4.5 pollici
(115 mm) e due bombe da 1000 libbre appese alle ali, una tipica
configurazione da attacco a obiettivi terrestri. A chi
interessasse il costo, a fine produzione, di uno di questi aerei
era di 83.000 dollari del 1945.
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 Harbour
Tug Boat
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Un romantico rimorchiatore anni
'30... come resistere al suo fascino? Questo colorato e vivace
rimorchiatore racconta storie di affollati e brulicanti porti, di
grandi navi cariche di speranze, di persone ricche e povere che
viaggiavano giorni e giorni per raggiungere mete e destini in
terre lontane. Il modello è il vecchio Revell in 1/144,
anche qui nessuna deviazione dalle istruzioni allegate nella
scatola a parte il rifacimento della "imbottitura" di
prua per le operazioni di spinta, era una brutta stampata in
plastica che imitava la struttura in corda intrecciata, la mia è
vera corda intrecciata, ricavata da un tessuto per sacchi trattato
con colla vinilica.
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 Me
163 Comet
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Il motore a getto di Hellmut
Walter a idrazina/metanolo e perossido d'idrogeno accoppiato ad un
aliante Lippisch generò un rivoluzionario aereo le cui
prestazioni superavano di gran lunga quelle di tutti i caccia a
pistoni contemporanei. Nella scenetta il velivolo è
portato sul trattore specifico per la sua movimentazione e
recupero (chiamato Scheuchschlepper) e sta ricevento il carrello
per il decollo. Dopo il decollo il Me 163, sganciato il
carrello saliva con un angolo di 80°, raggiungendo 12000 metri
di quota in tre minuti. Il nome "Cometa" era davvero
ben meritato! A volo livellato e motore spento, con una leggera
picchiata si portava l'aereo a 900 Km/h diventando così
inattaccabili dai caccia di scorta. A 900 km/h un aereo che
punta un bersaglio che viaggia a 400 km/h resta a portata di tiro
per non più di due secondi per cui era molto difficile
mettere a segno i tre colpi da 30 mmm necessari per abbattere un
quadrimotore. Rallentare voleva dire essere abbattuti dai
caccia di scorta ed era impossibile ripetere il passaggio, una
volta persa la quota era quasi impossibile riaccendere il motore e
non restava che planare verso il campo di atterraggio. Il
effetti molto rare furono le sortite di guerra di questo aereo che
non potendo volare per più di 40 km, era costretto alla
difesa di punto ed attendere che le formazioni nemiche arrivassero
nei paraggi delle basi. La scarsità di carburante e la
necessità di addestrare piloti ad un volo senza motore e a
12000 metri di quota in cabine non presurizzate fecero il
resto. Il solo reparto operativo fu' il Jagdeschwader 400, che
dal maggio 1944 alla primavera 1945 ottenne 9 vittorie al prezzo
di 14 perdite.
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 Vought
F4U-4B Corsair
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Qui c'è un altro
ricordo.... erano gli anni '80 e c'era un signore che aveva aperto
in via Monbasiglio un magazzino dove accumulava scatole
provenienti dal giappone e dalla corea. Si chiamava Bradicich...
ai modellisti ricorda qualcuno? Si lui, il boss della Bradicich
Korp! Questa scatola era una prova di importazione, ancora con
le scritte in caratteri coreani... era una delle prime Academy che
arrivavano sul mercato italiano e l'ho pagata una
sciocchezza... Tra l'altro è un discreto modello, e a me
il Corsair piace in tutte le salse. Ho aggiunto due figurini
della Zinnenfigurinen in piombo ed uno preso da un modello di
elicottero in 1/48. Di recupero pure il carrello che pota la
bomba e i due tacchi di arresto sono autocostruiti con filo di
rame. Il ponte è simulato con una tracciatura a china su un
ponte in legno...
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 Icarus
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Il film "Il Pianeta
delle Scimmie" lo abbiamo visto tutti... e lo ricordiamo
tutti come un "mito" degli anni '70. Anche se il mito
è stato progressivamente corroso e sfruttato con i sequels
che alla fine hanno trasformato un idea geniale ed una metafora
dello schiavismo e del razzismo in un assurdo circolo vizioso di
cause ed effetti dove la fine coincide con l'inizio. Il
modello, tutto realizzato in carta, è tratto dal sito
http://aliens.humlak.cz/aliens/aliens_papirove_modely_gb.htm
e
ripropone la scena dell'ammarraggio della navicella Icarus. Trovo
eccezionale, geniale e artisticamente ben impostata la scelta del
taglio dell'Icarus che emerge parzialmente dall'acqua e d'effetto
la basetta che riproduce artisticamente e con realismo lo specchio
d'acqua con il riflesso della parte immersa della navicella. Il
modello stampato su tre fogli A4 di Fabriano si realizza in
battibaleno... poco più di tre ore di taglio e montaggio.
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 Sd.
Kfz. 164 Hornisse
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L'88 mm. in versione PaK.43 L71
era in grado di distruggere un T34 alla distanza di 4000 m. Il T34
per avere speranza di successo doveva sparare con il suo 76 mm
corto a meno di 1500 m. Questo voleva dire farsi 2500 metri in
condizioni di totale vulnerabilità e senza poter rispondere
al fuoco. Se lo avessi incontrato io sarei sceso dal mio carro
e sarei tornato a piedi.... il modello è un Dragon in
1/72, ampiamente arricchito nel vano di combattimento che essendo
in vista non tollera lo squallore e il vuoto. Per fortuna il
modello è già abbastanza ricco di per se, ma qui di
cose aggiunte ce ne sono tante, sono stati rifatti i supporti
delle mitragliatrici, la radio di bordo con le cuffie, elmetti,
bombe a mano e dotazioni personali un po' dappertutto. Le tinte
sono state leggermente scolorite per dare un aspetto un po'vissuto
anche non amo i carri molto invecchiati, un leggero weathering e
lavaggi di china seppia hanno arricchito le ombre. Alle Mostre
in cui è comparso ha sempre portato a casa allori... segno
che non piace solo a me!
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 German
Machine Gunner 1917
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Una rara ed antica scenetta in
120 mm di origine inglese. Bellssima la mitragliatrice Maxim
con il suo supporto, un modello nel modello, tutta in piombo. I
metallizzati Testors e lavaggi di china seppia hanno dato
l'effetto finale di arma molto pulita sebbene molto usata. In
effetti il soldato ha accanto gli strumenti di pulizia e dopo il
lavoro si sta fumando la pipa e con un gesto pare volerci fermare
per raccontarci la sua storia. Ci sarebbe molto da dire su di
lui, da civile probabilmente pacifico cittadino e ora diventato un
assassino con sulla coscienza centinaia, forse migliaia di
morti... ma la guerra è questo e noi speriamo che lui sia
sopravissuto e sia invecchiato serenamente fumando la sua pipa e
raccontando ai suoi nipoti gli orrori delle trincee sperando che
non accadano più.
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