Centro Modellistico Torinese

Sandro Degiani

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Sono considerato dagli amici del Club un "carrista", forse perchè ho fatto la naja nell'Ariete!
Beh, una buona percentuale dei miei modelli sono carri ma mi considero un "eclettico" e non ho trascurato nessuna tipologia modellistica.
La mia scala preferita è la 1/72 (anche per motivi di spazio, ma sopratutto perchè consente libertà espressive "impressioniste" e non richiede, anche se gradisce, il dettaglio maniacale delle scale più grandi).
Ho un mio sito personale dove è illustrata quasi tutta la mia produzione, sono più di 200 pezzi, e se ci fate un salto vedrete che ho fatto un po' di tutto, carri, navi, aerei, soldatini, mezzi civili e, ultimo amore, modelli in carta.
Ecco l'indirizzo:

http://www.fmboschetto.it/modellismo/Home.html

Qui, nella vetrina del CMT, ho messo alcuni modelli che ritengo essere i più rappresentativi della mia attività.



"Batmobile 1966"

Questa è la prima mitica Batmobile, che altro non era che il prototipo della Lincoln Futura disegnata da William M. Schmidt, Capo del Lincoln Styling Department, e presentata a Gennaio del 1955 al Salone di Chicago.
Dopo dieci anni venne "ristrutturata" e divenne la macchina del "Dynamic Duo".
Il modello è in scala 1/18 ed è realizzato interamente in carta!
La finitura lucida è vernice trasparente da decupage.


Ansaldo SPA AB41

Quando, nel 1939, il Duce venne a Torino per inaugurare i nuovi impianti della FIAT a Mirafiori, il più grande complesso industriale automobilistico dell'Europa, si trovò, nascosta sotto un telone, questa sorpresa del Senatore Agnelli.
Una autoblindo rivoluzionaria, modernissima, e... purtroppo... costosissima per le italiche tasche svuotate dalla avventura Imperiale!
Il modello è il classico Italeri in 1/35 montato da scatola, la livrea è uno schema particolare fatto da due griglie sovrapposte di marrone e verde scuro sulla base in giallo sabbia.


Uboat VIIC

Il vecchio Revell in 1/144, con un po' di cura e qualche dettaglio aggiunto, restituisce un bel modello che riprende fedelmente le linee del più famoso sommergibile di tutti i tempi, al punto che dire sommergibile e dire U-boat in lingua inglese è la stessa cosa.
La classe oceanica VII C fu' quella di maggior impiego e la sua sagoma è inconfondibilmente legata all'idea stessa di sommergibile militare.
Il terrore della minaccia dei "Branchi di Lupi" ai convogli alleati fu' ben più grande del danno reale, ed immense risorse vennero investite per potenziare i sistemi antisommergibile, dai sonar, alle bombe di profondità, agli aerei da pattuglia, al naviglio di scorta.
In realtà il 95% delle navi che salparono arrivarono indenni al porto di destinazione, ma questo non consola chi era imbarcato su quel 5% che finì in fondo all'Oceano Atlantico.
Il risultato finale fu che dei 1153 U-boat che vennero varati ne andarono perduti in mare ben 743 ed Il tasso di mortalità del 70% fa' dell'arma subacqua quella che ha pagato il più alto contributo di vite alla follia della guerra.


SpeederBike

Per me che viaggio a due ruote da quaranta anni la scena dell'inseguimento nella foresta di sequoie della Luna Boscosa di Endor è stata e continua ad essere una esperienza emozionante.
Quindi di rigore costruire il modello della mitica Spider Bike delle Truppe Imperiali.
Tra l'altro, a livello puramente ingegneristico, il veicolo è credibile e realizzabile, propulsione e sostentamento a parte.
Ma basta un congegno antigravitazionale ed un propulsore ad antimateria... che ci vo'?


lancia 3Ro

Il motivo per cui mi sono impelagato nell'ardua impresa di montare i 130 pezzettini di resina stupendamente stampata di questo modello con solo un foglio di istruzioni un po' approssimativo di guida è il fatto che questo veicolo è stato guidato da mio zio nel 1943 quando era in servizio all'autosezione di Alessandria.
Il modello è stupendo, non per nulla questa realizzazione della Mars in scala 1/72 è stata nominata Best Model Kit nel 2004.
Peccato non potervi mostrare il dettaglio della cabina di guida o del vano motore, ma una volta chiusi le loro meraviglie restano all'interno!


P47 Thunderbolt

la scala 1/72 è una scala davvero piccola e anche se il veicolo reale ha dimensioni notevoli (il P 47 era uno dei più grossi e pesanti caccia della Seconda Guerra Mondiale) riprodotto in questa scala resta pur sempre "piccolo".
Questo aereo è stato il mulo da soma dell'aviazione americana.
Prodotto in 15686 esemplari, ha fatto di tutto, scorte a formazioni di bombardieri, attacchi al suolo, caccia libera e bombardamento.
Il suo motore Pratt & Whitney R-2800 a 18 cilindri a doppia stella erogava 2000 Hp.
Era dotato di una delle prime applicazioni di sovralimentazione mediante turbocompressore azionato dai gas di scarico (gli altri aerei avevano compressori volumentrici azionati meccanicamente).
Pesava ben 4500 Kg e poteva portare oltre al carburante e munizioni una tonellata di armamento.
Quello che vedete ha due complessi lanciarazzi trinati M-8 da 4.5 pollici (115 mm) e due bombe da 1000 libbre appese alle ali, una tipica configurazione da attacco a obiettivi terrestri.
A chi interessasse il costo, a fine produzione, di uno di questi aerei era di 83.000 dollari del 1945.


Harbour Tug Boat

Un romantico rimorchiatore anni '30... come resistere al suo fascino?
Questo colorato e vivace rimorchiatore racconta storie di affollati e brulicanti porti, di grandi navi cariche di speranze, di persone ricche e povere che viaggiavano giorni e giorni per raggiungere mete e destini in terre lontane.
Il modello è il vecchio Revell in 1/144, anche qui nessuna deviazione dalle istruzioni allegate nella scatola a parte il rifacimento della "imbottitura" di prua per le operazioni di spinta, era una brutta stampata in plastica che imitava la struttura in corda intrecciata, la mia è vera corda intrecciata, ricavata da un tessuto per sacchi trattato con colla vinilica.


Me 163 Comet

Il motore a getto di Hellmut Walter a idrazina/metanolo e perossido d'idrogeno accoppiato ad un aliante Lippisch generò un rivoluzionario aereo le cui prestazioni superavano di gran lunga quelle di tutti i caccia a pistoni contemporanei.
Nella scenetta il velivolo è portato sul trattore specifico per la sua movimentazione e recupero (chiamato Scheuchschlepper) e sta ricevento il carrello per il decollo.
Dopo il decollo il Me 163, sganciato il carrello saliva con un angolo di 80°, raggiungendo 12000 metri di quota in tre minuti.
Il nome "Cometa" era davvero ben meritato!
A volo livellato e motore spento, con una leggera picchiata si portava l'aereo a 900 Km/h diventando così inattaccabili dai caccia di scorta.
A 900 km/h un aereo che punta un bersaglio che viaggia a 400 km/h resta a portata di tiro per non più di due secondi per cui era molto difficile mettere a segno i tre colpi da 30 mmm necessari per abbattere un quadrimotore.
Rallentare voleva dire essere abbattuti dai caccia di scorta ed era impossibile ripetere il passaggio, una volta persa la quota era quasi impossibile riaccendere il motore e non restava che planare verso il campo di atterraggio.
Il effetti molto rare furono le sortite di guerra di questo aereo che non potendo volare per più di 40 km, era costretto alla difesa di punto ed attendere che le formazioni nemiche arrivassero nei paraggi delle basi.
La scarsità di carburante e la necessità di addestrare piloti ad un volo senza motore e a 12000 metri di quota in cabine non presurizzate fecero il resto.
Il solo reparto operativo fu' il Jagdeschwader 400, che dal maggio 1944 alla primavera 1945 ottenne 9 vittorie al prezzo di 14 perdite.


Vought F4U-4B Corsair

Qui c'è un altro ricordo.... erano gli anni '80 e c'era un signore che aveva aperto in via Monbasiglio un magazzino dove accumulava scatole provenienti dal giappone e dalla corea. Si chiamava Bradicich... ai modellisti ricorda qualcuno? Si lui, il boss della Bradicich Korp!
Questa scatola era una prova di importazione, ancora con le scritte in caratteri coreani... era una delle prime Academy che arrivavano sul mercato italiano e l'ho pagata una sciocchezza...
Tra l'altro è un discreto modello, e a me il Corsair piace in tutte le salse.
Ho aggiunto due figurini della Zinnenfigurinen in piombo ed uno preso da un modello di elicottero in 1/48.
Di recupero pure il carrello che pota la bomba e i due tacchi di arresto sono autocostruiti con filo di rame. Il ponte è simulato con una tracciatura a china su un ponte in legno...


Icarus


Il film "Il Pianeta delle Scimmie" lo abbiamo visto tutti... e lo ricordiamo tutti come un "mito" degli anni '70.
Anche se il mito è stato progressivamente corroso e sfruttato con i sequels che alla fine hanno trasformato un idea geniale ed una metafora dello schiavismo e del razzismo in un assurdo circolo vizioso di cause ed effetti dove la fine coincide con l'inizio.
Il modello, tutto realizzato in carta, è tratto dal sito

http://aliens.humlak.cz/aliens/aliens_papirove_modely_gb.htm

e ripropone la scena dell'ammarraggio della navicella Icarus.
Trovo eccezionale, geniale e artisticamente ben impostata la scelta del taglio dell'Icarus che emerge parzialmente dall'acqua e d'effetto la basetta che riproduce artisticamente e con realismo lo specchio d'acqua con il riflesso della parte immersa della navicella.
Il modello stampato su tre fogli A4 di Fabriano si realizza in battibaleno... poco più di tre ore di taglio e montaggio.



Sd. Kfz. 164 Hornisse

L'88 mm. in versione PaK.43 L71 era in grado di distruggere un T34 alla distanza di 4000 m. Il T34 per avere speranza di successo doveva sparare con il suo 76 mm corto a meno di 1500 m.
Questo voleva dire farsi 2500 metri in condizioni di totale vulnerabilità e senza poter rispondere al fuoco.
Se lo avessi incontrato io sarei sceso dal mio carro e sarei tornato a piedi....
il modello è un Dragon in 1/72, ampiamente arricchito nel vano di combattimento che essendo in vista non tollera lo squallore e il vuoto.
Per fortuna il modello è già abbastanza ricco di per se, ma qui di cose aggiunte ce ne sono tante, sono stati rifatti i supporti delle mitragliatrici, la radio di bordo con le cuffie, elmetti, bombe a mano e dotazioni personali un po' dappertutto.
Le tinte sono state leggermente scolorite per dare un aspetto un po'vissuto anche non amo i carri molto invecchiati, un leggero weathering e lavaggi di china seppia hanno arricchito le ombre.
Alle Mostre in cui è comparso ha sempre portato a casa allori... segno che non piace solo a me!


German Machine Gunner 1917

Una rara ed antica scenetta in 120 mm di origine inglese.
Bellssima la mitragliatrice Maxim con il suo supporto, un modello nel modello, tutta in piombo.
I metallizzati Testors e lavaggi di china seppia hanno dato l'effetto finale di arma molto pulita sebbene molto usata.
In effetti il soldato ha accanto gli strumenti di pulizia e dopo il lavoro si sta fumando la pipa e con un gesto pare volerci fermare per raccontarci la sua storia.
Ci sarebbe molto da dire su di lui, da civile probabilmente pacifico cittadino e ora diventato un assassino con sulla coscienza centinaia, forse migliaia di morti... ma la guerra è questo e noi speriamo che lui sia sopravissuto e sia invecchiato serenamente fumando la sua pipa e raccontando ai suoi nipoti gli orrori delle trincee sperando che non accadano più.

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