Centro Modellistico Torinese


Fiat SPA T 40

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Autore Modello e Articolo: Ivano Franco

Foto: Ivano Franco

Scala 1:72

Reportage Fotografico

   

       

Materiali

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Modello - Mister Panzer

Il Modello

Il produttore torinese Mr. Panzer festeggia il ventesimo kit del proprio catalogo in scala 1:72 uscendo proprio in questi giorni in commercio con l’autocarro-trattore Fiat-Spa T 40 modello 1945, un pezzo molto particolare ma realmente ben realizzato.

Il T 40 infatti, derivato dal trattore TM 40, fu prodotto sostanzialmente quando l’Italia del Nord era già sotto le dipendenze germaniche e, pensato come autocarro da trasporto per mezzi cingolati ma pure rivolto al mercato civile, trovò impiego bellico soltanto con poche unità impiegate nell’esercito tedesco nelle ultimissime battute della Seconda Guerra Mondiale. In realtà il T 40 proseguì la propria evoluzione anche nell’immediato dopoguerra, giungendo ad una ulteriore versione con il modello 1948, dove venne abbandonata la cabina in legno “Ehinheits” ed il cassone, anch’esso di tipo tedesco, che caratterizzarono il T 40 mod. 45 di cui ci stiamo occupando.

Costruzione

Ho avuto l’opportunità di assemblare in anteprima questo mezzo e devo ammettere che si è trattato di una sfida realmente elettrizzante, resa ancor più interessante dal fatto di non essere un grande esperto di camion, essendomi molto più spesso dilettato nella mia vita modellistica con carri ed autoblinde.

Il kit – montato rigorosamente da scatola!!! – si presenta con venticinque pezzi stampati in modo realmente ben definito in una ottima resina, con canali di scolo assai facili da staccare in modo preciso dai pezzi da montare. Insomma, basta aprire la scatola e guardarne il contenuto per rendere merito sia al masterista che a BrachModel che ha curato la stampa del pezzo. Davvero un ottimo lavoro!

Lavati i pezzi, ho iniziato a pulirli, operazione semplificata appunto dal sistema di stampa: basta un cutter ben affilato e ridottissimi interventi con carta abrasiva per avere un risultato dignitoso.

Sono quindi passato al montaggio, assemblando il telaio, il cassone e la cabina.

Unico neo riscontrato sta nel fatto che la bombola dell’aria, che dovrebbe risiedere sul lato destro del telaio, sopra la marmitta, per un evidente errore storico, viene montata sul lato sinistro; errore facilmente correggibile staccando la bombola e rimontandola nel lato corretto del camion!

A questo punto, prima di unire le tre parti (cassone, cabina e telaio) ho steso ad aerografo una base di verde scuro LifeColor UA001.

Ho quindi unito il cassone al telaio, definendo invece i particolari dell’interno della cabina ed aggiungendo i vetri, prima di unire anche questa al telaio. Le porte ho preferito lasciarle aperte per poter scrutare gli interni, così come, per lo stesso motivo, il tetto della cabina non è stato incollato per poterlo rimuovere alla bisogna.

Colorazione

Colorati i pneumatici con una mescola di nero e marrone cioccolato, ho quindi effettuato un lavaggio generale del mezzo con del Bruno Van Dick ad olio quindi ho delineato tutti i recessi ancora con lo stesso colore nelle parti in legno del cassone e con del seppia nelle parti in metallo, nell’esterno della cabina, nel telaio e nei cerchioni delle ruote.

Sono quindi passato ad un dry-brush con del verde Humbrol 116 schiarito con del bianco opaco per porre in rilievo gli spigoli ed i particolari del mezzo, operando poi con dei filtri ad olio sulla cabina.

Come sempre, lievi tocchi di polveri per artista mi sono venuti in aiuto per ulteriori filtri, oltre che per ricreare impolveramenti e sporcizia all’interno del cassone.

La marmitta è stata invecchiata ed arrugginita attraverso del Terra d’ombra bruciata ad olio e con poveri dai toni marrone e rossicci.

Il pezzo è realmente particolare e ben riuscito; per gli appassionati una vera chicca da non mancare per alcun motivo, garantendo quale risultato un piccolo gioiellino da aggiungere alla propria collezione, con la garanzia che saprà farsi notare ed apprezzare nella nostra vetrina.
Non mi resta che ringraziare il buon Carlo Ricardi per avermi regalato la possibilità di vivere questa sfida in anteprima rispetto ad altri amici modellisti!

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