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Finalista per caso

di Francesco Razzu


Salve a tutti!
Sono quello dietro al trofeo GBWC 2012 con scritto sull’etichetta “Italy Round-Open Course-CHAMPION” e che, “con sommo sacrificio”, è dovuto andare fino a Tokyo per partecipare alla finale dell’evento in questione.
L’altro è Antonio Pirri, il terzo classificato, mio amico d'infanzia con cui da sempre condivido questo hobby e che ringrazio per aver fotografato il modello.
Voglio inoltre ringraziare Bandai e Hobbymedia per tutto il lavoro che hanno fatto per permettermi di realizzare questo viaggio: io sono disabile e “spostarmi” fino in Giappone ha richiesto molta organizzazione e, non per ultimo, un esborso supplementare di denaro.
Quindi, voglio assolutamente ribadire il mio ringraziamento a Massimo di Hobbymedia, per tutta l’organizzazione e il lavoro fatto qui in Italia, e Kei della Bandai per l’accoglienza e le attenzioni che mi hanno riservato durante il soggiorno in Giappone.
A tutti, veramente, un grazie di cuore per questa fantastica, incredibile e pazzesca opportunità!

Chi sono
Innanzitutto vorrei precisare il fatto che sono il classico modellista “del sabato e domenica pomeriggio”, nonostante faccia modellismo da quando ho 14 anni (ora ne ho quasi 38) .
Per me il modellismo è quel momento di libertà che mi concedo per estraniarmi da tutti i guai e le preoccupazioni quotidiane, per divertirmi e, perchè no, per mettere alla prova le mie capacità.
Ho iniziato con le macchine 1/24, poi un breve periodo con le miniature finchè nel 1992, alla decima edizione della mostra del CMT, mi sono definitivamente innamorato dei Gundam (di cui ero appassionato da bambino) e delle mostre di modellismo.
Nel 2004, causa un incidente, ho dovuto smettere per riorganizzarmi la vita, finchè, circa tre anni fa ho ripreso a smodellare e, visto che i risultati erano accettabili, ho ripreso anche a esporre alle mostre.
Negli anni in cui sono stato fermo ho continuato a guardare questo mondo da fuori e devo dire che nell'ultimo decennio, vuoi grazie alle riviste di settore e internet, vuoi grazie alle evoluzioni delle tecniche pittoriche, ho assistito a un cambiamento radicale del gusto e della qualità dei modelli prodotti, nonchè a una ricerca sempre più sfrenata del realismo.
Quando ho ripreso, quindi, mi sono trovato di fronte a un menù di tecniche e prodotti che prima non esistevano e con una fame di sperimentazione pazzesca! anche perchè, girando per mostre, non ho potuto fare a meno di rimanere affascinato dai pezzi di autori come Marini, Faggion, Lanna, Vignocchi, Zampriolo e dalla particolarità della scuola spagnola!
Secondo me, i Gundam sono macchine da guerra che stanno a metà, cioè; a seconda del modello, sono un po’ carri e un po’ aeroplani; in più, per via della forma antropomorfa tendono sempre un pò a sembrare dei giocattoli, infatti i carristi li chiamano "i babaciu".
Personalmente cerco di pescare tra tutte queste "tecniche avanzate" sia perché alcune sono veramente sfiziose e sia perché bisogna necessariamente dargli un po’di realismo se no… finisce che hanno ragione i carristi!
Essendo però nate ad uso e consumo dei mezzi militari e degli aerei (che hanno scale più grandi), a portare modulazioni e invecchiamenti su scale come l’ 1/100 o l’ 1/144 c’è da fare un po’ attenzione, ma, credo che il bello della sperimentazione modellistica sia proprio questo.
Daltronde, come dice M. Ferri nel video della XVII mostra del CMT : "...anche nella fantascienza, se un mezzo è operativo...deve essere rovinato.", e a me, piace provare a farli così!
L'antefatto
Avendo dunque ripreso a far mostre, mentre giravo per internet in cerca di appuntamenti interessanti, nel 2011 ho notato la GBWC, ma li per li mi è sembrato un po’ troppo ambizioso.
Nel 2012 ho finito "decimo artiglieri" e, visto il bronzo ottenuto all' Unic Model Show di Brescia, e visti i premi in palio nella GBWC 2012, ho pensato che avrei potuto allegramente partecipare e puntare al 4* posto, cioé alla scatola dello “Zaku rg” che mi faceva molta gola.
Il viaggio a Tokyo non mi passava neanche per l'anticamera del cervello, anche perchè a Brescia aveva preso un meritatissimo oro uno “Zgok experimental” invecchiato e dipinto con una finezza veramente particolare e, pensando che avrebbe partecipato anche a questa manifestazione, mai più speravo anche solo di salire in pedana.
Stavo addirittura per non partecipare, infatti son riuscito a spedire le foto solo l'ultimo giorno e, ne giorni seguenti, non avevo avuto nemmeno conferma della ricezione.
Così, passato qualche giorno, preso dal lavoro e dall'imu da pagare mi sono quasi dimenticato di aver partecipato.
Tant’è che le prime volte che mi hanno chiamato da HOBBYMEDIA, vedendo lo 06 iniziale sul telefono, non ho risposto perchè pensavo fossero quelli delle promozioni telefoniche.
La notizia
Poi, una mattina dei primi di dicembre 2012, poco dopo aver appreso il saldo dell'imu, squilla il telefono e rivedo quel numero...
Convinto fosse il solito call-center, decido di rispondere e scaricare un po’ di carogna, se nonché:
IO: ...pronto...
M: ciao! sono Massimo chiamo da HOBBYMEDIA
IO: ...quindi?...
M: no..dicevo... chiamo per il concorso della Gunpla Builders World Cup...
linko l'input nella direzione giusta e penso: ecco,ci sono problemi con le foto...lo sapevo!!
IO: ... a si, ciao, dimmi, c'è qualche problema?
M: ... mah, direi di no, visto che sei tu quello selezionato per andare in Giappone...
Al che… gli occhi mi si girano all'indietro, video a nero, audio che sparisce...
dopo qualche secondo di assenza torno in vita e sento la voce di Massimo che dice:
M:...ei..ci sei? tutto ok?
IO:...si,si....scusa puoi ripetere?
e così è iniziata l'avventura.
Il viaggio
all'inizio pensavo di rinunciare o al limite mandare il mio amico Antonio in rappresentanza, sia perchè il viaggio era per uno e io, da solo, non posso proprio viaggiare; sia perchè organizzare lo spostamento di un disabile in carrozzina è un operazione macchinosa e richiede tutta una serie di attenzioni che chi può, si evita tranquillamente.
Devo dire invece che sia Bandai che Hobbymedia non si sono scomposti di una virgola, anzi, forse la hanno presa un po’ come missione perchè si sono fatti in quattro affinchè tutto fosse a posto e a mia misura e in Giappone mi hanno dedicato un accoglienza v.i.p. a volte quasi imbarazzante!
Veramente delle persone splendide.

Tokyo


Dopo 19 ore di viaggio, 8 ore di fuso orario e un paio di attentati alla scatola del modello da parte delle forze dell'ordine e del personale di volo, alle 11 .00 del mattino del 21 dicembre 2012, atterriamo a Tokyo Narita; a quanto pare il mondo non è finito oggi!
Svolte tutte le pratiche e i controlli dell’ufficio doganale e dell’ufficio immigrazione per l'ingresso nel paese, prima tappa appena usciti dall’aeroporto: smoking room.....
già, per chi non lo sapesse, in Giappone non si può fumare per strada...prima curiosità .
Dopodiché incontriamo l'autista dell'auto che avevamo prenotato per arrivare in albergo, e partiamo per il centro città.
Arrivati al primo albergo (offerto da HOBBYMEDIA) a Suidobashi, facciamo qualche ora di sonno e partiamo per Akihabara(foto 03), il quartiere dei fumetti, degli anime, del modellismo e dell'elettronica, obiettivi: Cospa e Azobitcity.
Mentre mi dirigo verso il primo, strada facendo, incontro il secondo : Azobitcity è un negozio di modellismo con 7 piani di cui uno interamente dedicato ai Gundam!!! vi dico solo....c'è tutto!
Prendo un cestino entro nel reparto attrezzatura e aftermarket e inizio a riempirlo in maniera quasi compulsiva....finchè il negoziante mi dice che sta per chiudere...disastro!
Sono le 21...e questo vuol dire che è troppo tardi per arrivare all'altra tappa...
tocca tornare domani...mangiamo qualcosa e rientriamo in albergo.
Una cosa che stupisce di Tokyo è la quantità di gente, tantissima , la maggior parte cammina guardando nel telefono senza mai scontrarsi con gli altri...forse avranno un applicazione con il radar!!! 
Per le vie la quantità di luce è pazzesca e i suoni sono fortissimi!!! la musica esce dai negozi a un volume esagerato e per strada ogni tot metri c'è qualcuno vestito da qualcosa che gridando, invita i passanti a vistare il negozio per cui sta lavorando.
Il giorno dopo lasciamo Suidobashi per trasferirci a Odaiba all'albergo offerto dalla Bandai , purtroppo piove fino alle 15 e ci bruciamo la mattina.
Nel pomeriggio prendiamo contatti con i responsabili Bandai, appuntamento l'indomani alle 08,30:
giornata libera!
Da Odaiba prendiamo un “trenino” panoramico che fa il giro della baia e porta in centro.
Lo skyline di Tokyo è incredibile, manca solo Gozzilla che esce dall’acqua!!
Arrivati a destinazione facciamo un giro di acquisti al Cospa, una capatina al Gundam Cafè e rientriamo; domani sveglia presto!

L'evento
La giornata dell'evento è stata decisamente impegnativa:
alle 08.30, appunto, ritrovo nella hall con tutti gli altri modellisti delle altre nazioni e partenza per il Gundam Front al Diver City; un enorme centro commerciale pieno di negozi e sale giochi.
Entriamo "dal retro" e intravediamo solo da lontano il mitico Gundam in scala 1/1, la curiosità mi uccide.
Al sesto piano c'è il Gundam Front che è una sorta di museo del Gundam e subito all'ingresso troviamo la sala in allestimento con le 24 vetrine pronte a essere riempite.
Abbiamo 2 ore per posizionare i modelli nelle teche per cui, pronti via! si comincia.
Devo confessare che, nonostante abbia giocato rugby e sia abituato alla vita da spogliatoio, dopo una veloce occhiata agli altri pezzi, per la prima volta, mi sono trovato ad averlo più piccolo di tutti!!!
C'è da dire una cosa, forse una banalità, ma la differenza che c'è tra vedere un modello in foto e vederlo dal vivo è abissale!
Aldilà dei dettagli che, per ovvi motivi, a volte sfuggono; se c’è una cosa che proprio non si percepisce dalle foto pubblicate, sono le dimensioni.
Per esempio: lo Zaku del coreano che è arrivato terzo era un 1/48 modificato...(o almeno, a me è sembrato più grande del 1/60), io immaginavo fosse un 1/100 da scatola. 
Invece, i Master Grade avevano tutti autocostruzioni di contorno di dimensioni veramente generose, per non parlare del vincitore che attorno al robot, ha fatto un autocostruzione da mal di testa che prendeva tutta la diagonale della vetrina 50x50cm.
Le pareti della sala sono vetrine, al loro interno ci sono tutti i modelli di Gunpla prodotti da Bandai, sono tantissimi!
Mentre cerco di capire dove sono, mi accompagnano alla "mia vetrina"!!!finalmente!non devo più portare il "bambino" in giro, che sollievo!
Ovviamente...non ci mettiamo molto tempo a sistemare il pezzo, nonostante tutti gli spostamenti non aveva subito modifiche alla postura, o forse, lo aveva rimesso a posto l'ultimo scossone!
Lo sistemiamo nella vetrina, il tempo di centrarlo sotto le luci e...fatto! 
Ora si può andare in giro a vedere gli altri che, invece, stanno ricomponendo le composizioni.
Alcuni, viste le dimensioni, per il trasporto, hanno deciso di smontare gli elaborati e rimontarli in loco.
Neanche il tempo di iniziare il giro del curiosone che gentilmente ci indicano l'uscita...
Provo a fare un po’ di resistenza ma non c'è verso...sono giapponesi:
se hai finito...esci e lascia spazio a chi sta ancora lavorando, meno gente gira nella sala e meno sono le probabilità di fare danni accidentali...peccato!
Ci portano a prendere un buon caffè all'italiana e poi si va a vedere il Gundam da 18 metri.  
Che dire...da rimanere a bocca aperta...sì, l'avevo visto in foto, ma dal vero è incredibile! ti prende una sorta di felicità infantile incontrollabile, ti si stampa il sorriso in faccia e rimane li a modi paresi.
Dopo di che: pranzo e rientro al Gundam Front.
Nella convinzione di riuscire finalmente a dare un occhio agli altri pezzi, resto nuovamente deluso perchè stanno allestendo la sala per le tv e la diretta streaming, non si può entrare e in più sta iniziando il tour del Gundam front quindi, tutti in fila all'ingresso.
La guida; a modi aereo; con l'aiuto di un filmato, ci da le indicazioni di comportamento da tenere durante la visita e si parte.
Una volta entrati ci portano all'interno di un planetario: una grossa sala circolare col tetto a cupola, al pavimento sono fissate delle maniglie alte circa un metro, mi chiedo: chissà a che servono?
La nostra guida parla solo giapponese quindi ci è oscuro cosa sta per succedere, si capisce solo che non si può filmare...si spengono le luci e partono delle proiezioni sul tetto della sala.
Ovviamente anche i filmati sono in giapponese, quindi capisco solo che l'argomento è la storia del Gundam ricostruita attraverso la cronologia delle serie animate.
Di per se, nulla di spettacolare; la lingua è incomprensibile, in più ste maniglie...boh?
Ma c'era bisogno di tutta sta sala per proiettare 4 video?
A un certo punto, mentre stava quasi per prendermi la noia, Kei (il nostro accompagnatore Bandai) dice: watch out now!
penso: attento a che??
E invece, a pieno soffitto parte un filmato 3d, siamo nello spazio, si capisce che la visuale è dall'interno del cockpit del Gundam, parte il check dei controlli della strumentazione quando il radar intercetta un nemico: é lo Zaku della Cometa Rossa!
Inizia il combattimento!!
Ci si muove a velocità folle nello spazio, si finisce nel centro della battaglia, arrivano colpi da ogni parte...sembra di stare in "salvate il soldato Ryan", tutto gira e mi sembra che il pavimento si muova!!!
Dove sono finite quelle maniglie???
Tocca aggrapparsi di brutto!!! È peggio di una giostra di Gardaland, è pazzesco!!!
Difficile dire quanto sia durato, sembrava interminabile, alla fine la sensazione era quella di essere usciti da uno shecker, bellissimo!!!
Il resto del tour è di tipo museale , ci sono i primi disegni , i primi Gunpla e via dalla U.C.0079 al Gundam Age.
I kit di RX78 dal primo agli ultimi 2.0, c'è un enorme diorama in 144 con un esagerazione di mecha e le ultime produzioni Bandai.
Rigorosissimo, prima di uscire, si passa dallo store dove non si vendono kit ma merchandising e gadget vari.
Usciamo ed é già ora della premiazione, arriviamo alla sala dove press e tv sono già tutti schierati.
La premiazione, molto bella e molto ben organizzata, è disponibile in streaming e pertanto non mi dilungo sui dettagli.
A livello di pezzi premiati, è andata un pò come mi aspettavo; ne avevo individuati quattro come papabili e i tre premiati erano nella lista che avevo fatto.
Vorrei togliermi lo sfizio di una riflessione forse un pò presuntuosa:
visti modelli degi altri finalisti (dimensioni, autocostruzioni, pitture e invecchiamenti), visti i modelli in concorso in italia e visti i commenti di alcuni “professori da forum”, mi sento di poter tranquillamente dire che, dei modelli in concorso da noi quest'anno, nessuno sarebbe stato in grado
neanche di sognarsi un piazzamento in finale.
Dico solo che il vincitore degli juniores lavora di gran lunga meglio di alcuni che da noi partecipavano in open.
In più i primi tre hanno tutti più o meno vent'anni, e quindi sono freschi, hanno la fantasia e sopratutto il tempo di fare lavori di una certa importanza, dimensione e complessità.
Un altra cosa che ho letto sui forum è che “i modelli usurati non vanno bene per questa manifestazione”...ecco, sud coreano a parte che ha verniciato da carrozzeria...gli altri modelli, chi più chi meno, erano tutti invecchiati...
Quindi, con buona pace dei "gunplanari" italici (che mi pare abbiano quasi tutti età compresa tra i 30 e i 40 anni, io li ero il più vecchio) per vincere una GBWC non basta far commenti sui forum, ci vuole l'ideona, il lavorone possibilmente autocostruito e una buona verniciatura (nuova o usurata che sia) che faccia risaltare il lavoro.
Chiudo il momento di "Jerry Polemica" e torno all'evento.
Conclusa la premiazione, si è tornati tutti in albergo per un paio d'ore di riposo prima di recarsi in un secondo albergo da paura per la cena di gala con tutti i finalisti e lo staff Bandai.
Nella grande sala, pavimentata con una moquette tipo tappeto persiano, è allestito un piccolo palco con ai lati due sculture di ghiaccio del Gundam e dello Zaku. 
Al lato della sala il tavolo del buffet  ricco di pietanze curiose e originali, alcune presentate con le forme dei mecha.
I vari tavoli sono divisi più o meno per affinità geografiche, noi siamo seduti con i finalisti americani, australiani e parte dello staff.
Sono ovviamente presenti Mr. Kawaguchi e i manager della Bandai.
La serata è stata molto divertente e rigorosamente organizzata.
Si è iniziato con il quiz , che prevedeva il riconoscimento dei modelli partendo da un dettaglio della box art; in palio varie confezioni di "builders parts" tipo mani, truster, etc. 
Dopodiché la consegna delle targhe di partecipazione per tutti i finalisti oltre che ulteriori premi per i primi classificati. 
Non contenti, lo staff Bandai ha messo a disposizione un ulteriore serie di scatole di montaggio, estratte a sorte e distribuite da un babbo natale giapponese aiutato dalla valletta vestita da renna! 
Insomma, a fine serata avevamo da portar via tanta di quella roba che non sapevamo più dove metterla!
Per chiudere foto di gruppo e saluti, scambio di complimenti e riti del caso tra i modellisti.
A un certo punto, in questo quadro di confusione organizzata mi compare Mr. Kawaguchi che, così come ha fatto con tutti gli altri, era venuto per salutarmi e spiegarmi perchè a scelto come finalista italiano il mio lavoro. 
Detto da lui, quello che lo ha colpito è stato il tipo di pittura che gli dava una sensazione molto realistica, in particolare il tipo di scrostature e l'invecchiamento che, unito alla compattezza della scena, gli dava l'impressione che il modello raccontasse una storia. 
Ecco...per me che sono un modellista della domenica, non abituato ai best of show e alle giurie che mi sbavano dietro, ricevere un complimento così, da chi i Gundam li produce e ha selezionato migliaia di pezzi, è una roba fuori dal mondo; tant'è che sono rimasto li inebetito a dire thank you e cercare di non svenire!!! 
Ancora più piacere però, mi hanno fatto i complimenti di May, la signorina giapponese di nove anni che mi pare abbia vinto nel 2011 e del terzo classificato juniores che addirittura si è voluto fare una foto con me...che dire...troppo forti gli junior! 
Già, gli juniores...categoria che noi purtroppo non abbiamo, vuoi per questioni "storiche" legate alla diffusione della serie animata e, forse, vuoi perchè troppo preso a "eccellere" il movimento modellistico italiano troppo poco tempo dedica a diffondere e divulgare questo hobby, o disciplina dir si voglia, tra le nuove generazioni.
Lasciata la sala siamo tornati al DiverCity per lo spettacolo di luci, proiezioni e musica che si tiene alla “statua” del Gundam.
Finito lo spettacolo, si spengono le luci, si torna in hotel: gita finita...domani si rientra a Torino

Conclusioni
Che dire...un avventura mozzafiato del tutto inaspettata in un mondo che a tratti, per me occidentale, sembra quasi surreale.
Un esperienza faticosa, visti i pochi giorni e il lungo viaggio, ma che rifarei oggi stesso!!! 
Chiudo, rinnovando i ringraziamenti a Bandai e Hobbymedia, sollecitando i gunplanari italiani a smodellare a più non posso!!! 
Buon Modellismo a tutti!!!
Francesco R.

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